lunedì, 07 luglio 2008

Sono tornata...
ed ho riscoperto
l'orgoglio
di essere
imperfetta
e inconcludente

Diario di un inconcludente

“…Da allora ho vissuto altre vite simili in posti diversi, accomunate dalle particolarità della mia nevrosi. La mia vita non è un’opera d’arte, né di intrattenimento…. Con questo diario ho cercato di venire a patti il più tranquillamente possibile con la mia natura imperfetta, e di parlarne nonostante tutto, senza confondere le mie particolari stramberie con la virtù, né declamarle ad alta voce in pubblico, come se fossi qualcosa di più di quello che sono, un inconcludente.

Cosa sarebbe successo, mi chiedo, se fin dall’inizio la mia vita fosse stata diversa?....

Non cambierei la mia vita monotona con nessuna delle rutilanti consolazioni disponibili sulla piazza, con nessun amore fedele che passasse la propria vita con me…

Dalla mia distanza precisa sono arrivato a riconoscere la bellezza intrinseca di tutte le cose che ho perso. Ho imparato a provare affetto per le cose spezzate, i nostri corpi fragili, e la natura transitoria dei rapporti umani.

Come un asceta moderno, voglio definire questa bellezza santità. … Elencate tutte le persone che ho conosciuto e tutti loro saranno anime incompiute, teppisti dell’eccellenza: una litania di nome eterna o lunga almeno fino alla fine della nostra permanenza su questa pozzanghera rotante….

E se lascio incompiuto anche questo diario, allora sono riuscito a cogliere almeno in parte la forma della mia esperienza, attore di sencond’ordine che non sono altro, incontentabile logorroico, bugiardo illuso, apostolo di una piccola e inutile sacrosanta, verità.”

Da "Diario di un inconcludente" di Benjamin Anastas

 

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categoria:imperfetto
martedì, 24 giugno 2008

 

Perchè partire è sempre un pò morire?
Cosa è qesta angoscia che improvvisa m'attanaglia?
Sarà la sindrome del gas acceso.
Ma perchè faccio fatica a staccarmi
dalla rassicurante banalità del quotidiano?
Confido nel primo passo fuori di casa mia
e spero che il cervello voglia venire in vacanza con me
altrimenti non esiterò a lasciarlo a casa senza rimpianto

Torno presto
permettetemi un mieloso, ma sincero, abbraccio a tutti.

 

 

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categoria:vacanza
domenica, 22 giugno 2008

Oggi è toccato a me fare la sudataccia di tagliare l'erba del prato.
Sono passata sopra una gobba del terreno e devo aver scoperchiato un formicaio perchè, al passaggio successivo, ho visto un ammasso nero brulicante di formiche impazzite che, disperate, correvano da tutte le parti, perseguendo caparbiamente il disegno occulto del loro programma di lavoro senza posa.
Forse che il sole già mi stava friggendo il cervello, perchè mi sono fermata a compatirle: ma fermatevi un attimo, godetevi il sole, ma che correte a fare, ma c'è anche altro nella vita....!
Nello stesso istante, però, mi  è tornato in mente quando il vecchio pastore che abita in zona, portando a brucare le sue 4 pecore spelacchiate, si fermò un giorno davanti al nostro giardino e ruminando anche lui come i suoi animali, ci disse:
Per me l'erba ha un solo scopo. quello di essere mangiata dalle pecore- e poi aggiunse-
Io non vi capisco.... prima annaffiate il giardino per far crescere l'erba e appena è cresciuta vi dannate a tagliarla....

Ecco, improvvisamente non mi sono sentita messa molto meglio delle formiche.....

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categoria:riflessioni
domenica, 22 giugno 2008

No.. niente di così impegnativo come parrebbe dal titolo.
Solo che leggendo il post "il club delle scarpe rosse" dell'esperta di moda e co. Ada (Chenestatodivalentino) mi è scaturita una domanda: ma perchè io non c'ho mai avuto un paio di scarpe rosse?
Forse una sneaker con qualche inserto scamosciato un pò di tempo fa, ma niente di più neanche un sandalino, un infrandito, una ciabatta da mare. Scarpe nere d'inverno, sandali neri, zeppe panna con applicazioni beige oppure beige con applicazioni nere, scarpette bianche e beige al massimo con strisce azzurre, questo è il massimo della mia trasgressione...
Eppure io non sono affatto un tipo metodico, tutt'altro... ma nelle scarpe, come nell'abbigliamento io non oso, uso sempre lo stesso stile e gli stessi colori, nell'incertezza di apparire stravagante io faccio di tutto per passare inosservata.
Però quest'anno le scarpe rosse le hanno tutte, io potrei osare e mimetizzarmi tra le tante scarpette rosse sui marciapiedi...
Così è stato, dopo un tentennamento neanche troppo lungo ho scelto loro, non troppo stravaganti ma belle, sfacciatamente lucide, rosso rotondo tipo ciliegia di Vignola.
Già stasera ci sarebbe stata la prima occasione per indossarle, ma era una festa di compleanno all'oratorio, loro meritano di più.
Sarà una scusa?

il mio primo paio di scarpe rosse

 

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categoria:scarpe rosse
sabato, 21 giugno 2008

ecco il link dell'autore delle immagini qui sotto:

http://www.rafferoico.eu/

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categoria:
venerdì, 20 giugno 2008

Lungi da me l'intenzione di improvvisarmi critica d'arte, non ho alcuna velleità artistica, mi basta affacciarmi ai blog di altri amici e amiche qui tra noi, che lo fanno egregiamente, e goderne l’effetto che provocano in me.

Non sono un'intenditrice ma mi fido della sensazione che suscita in me la vista di certe immagini. Ho occhi ai quali piace ossservare,una curiosità che non si riposa mai, una voglia insaziabile di apprendere; non so se io abbia mai sviluppato un gusto definito per l’arte, anzi forse proprio no, diciamo che sono una estimatrice naif e mi affido al mio istinto, che mi affianca ovunque, per capire insieme a lui se qualcosa mi piace oppure no.

 

Ecco che vagando alla ricerca di immagini, in cerca di ispirazione, tentando di placare uno strappo di fame nel mio stomaco cerebrale ho incontrato, del tutto casualmente, l’ opera che ho usato nel mio posto di qualche tempo fa, quello dell’uomo (o donna?) carponi per intenderci (quella è stata la prima immagine, ma poi ne ho usate anche altre...)

 

Partendo da quella sola immagine ho fatto il percorso a ritroso, cercando il suo autore e le sue altre creazioni.

Se una sola cosa, quella sola scena mi aveva colpita così tanto, non potevo resistere alla curiosità di capire cosa mi sarebbe aspettato una volta raggiunta la fonte.

 

Devo ammettere che mi si è aperto un mondo di immagini che, a me personalmente, hanno tolto il fiato, mi hanno travolto per la loro carnalità sensuale ma anche cruda, linee di corpi tracciate con terrificante brutalità, un messaggio intrigante e bestiale al tempo stesso, tanto per ribadire  il concetto di quanto certi confini tra gli opposti sia un dettaglio opinabile.

 

Io sono rimasta stregata dai corpi nudi, pose scomposte, membra buttate lì sulla tela, ma anche straordinariamente seducenti.cara

 Forse non riesco a interpretarne il significato ma resto ammaliata dalle bocche aperte non so se nello slancio di un grido o in attesa di altre bocche. Sono rimasta affascinata dalla visione delle numerose donne bendate,

che comunque emanano più desiderio che paura…

amb03

E poi le bestie, sembra quasi di sentirne i loro versi            e i loro gagnolati…

 

Lascio una critica presa da internet che sicuramente, artisticamente, ha più valore di quello che dico io. 

 

"Bestia sono io che scrivo e bestia sei tu anche se non leggi", dice Rafferoico. E rimane difficile non leggere, non interpretare le tele onnivore, non lasciarsi inghiottire dall'istinto del pittore. Ogni opera è un assalto alla nostra forma mentis, alla razionalità cartesiana su cui si fonda gran parte del pensiero occidentale moderno. Basta osservare la rappresentazione pittorica del muso-viso del maiale che grida, infatti, per avvertire quanto quella istintualità non sia lontana dalla nostra. Op_285

 

Non è difficile mettere in parallelo l'opera raffigurante gli occhi tondi dei pesci, con quella relativa all'occhio umano. Lo sguardo ceruleo ha ben poco di paradisiaco.     

 bestia

Il pittore sembra volerci far sentire gli impulsi nervosi che, dalla luce naturale, arrivano al cervello.    
La stessa espressione inquietante la ritroviamo nella mosca: un quadro in cui il rosso e il nero si fanno più densi e spessi, lasciando così lo spettatore piacevolmente spaesato e interdetto.
Ed, invece, è anche lui, l'uomo, il protagonista.

 Ci sono le sue mani e i suoi piedi in esposizione, i segmenti terminali di una specie che appartiene sempre e comunque al regno animale. Nonostante spesso egli utilizzi gli arti, e dunque la ragione, per creare, per non rimanere solo cenere, Rafferoico ce ne ricorda la bestialità Op_295

 


 

 

 

 

 

Ogni volta è un dettaglio quello da cui si parte. Non a caso, infatti, Raffaello Eroico ha compiuto un percorso un po' diverso rispetto a quello di molti altri artisti. Egli è partito dalla fotografia e dalla video-arte per poi approdare, solo in secondo momento, alla pittura. E l'amore per il particolare, per l'immagine senza codice, non sembra essere svanito. Il quadro diviene un'istantanea.
L'artista napoletano, classe 1967, può vantare un'esperienza pluriennale nel settore della pubblicità, della grafica e della fotografia. Tutte sperimentazioni che danno un surplus alla sua ricerca artistica.
La sensibilità così particolare di Rafferoico scuote l'osservatore. L'arte abbandona quest'ultimo all'illusione di poter oltrepassare i confini angusti del ciclo vitale, di poter lasciare qualcosa in più oltre alla polvere della propria carcassa.”

(Lorena Fanunza)

Ho trovato un commento dell’autore stesso e non potevo ometterlo:

 

"Bestia come animale. Animale come la quintessenza dell'umanità tutta. Bestia sono io che scrivo e bestia sei tu anche se non leggi. Come tutti gli altri animali, mammiferi, vertebrati, cellulari, proteici: comunque cenere. Il resto é favola e prece, Disney et resurrezione. Non c'è Encyclopédie che tenga. Bestia come il vivente terreno e mortale, capace di provare piacere e dolore: origine primigenia totalizzata nell'istinto; l'occhio del fauno, utopia della pittura e traguardo che si pone tra la polvere e l'Eden.".

RAFFEROICO

 

Non ce la facevo a trattenermi, gli ho mandato una mail e gli ho scritto della mia intenzione di parlare delle sue opere nel blog, questo è quello che mi ha risposto:

incrot09[1]

... non posso che esserne lusingato. La schiettezza del Suo apprezzamento giustifica molto del mio impegno. Le immagini sono sul sito per essere fruite, stampate, fatte a pezzi o incorniciate. Vorrei augurare a Lei, e a me, che si verifichi l'occasione per cui possa trovarsi a sperimentare in maniera diretta la pittura che é all'origine dei pixel.
Un sincero grazie. 

Rafferoico



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categoria:arte, istinto
mercoledì, 18 giugno 2008

dlla finestraLa molletta per i panni a malapena riesce a pizzicare quel lembo di stoffa nero, proprio lì, proprio nel mezzo o al vertice di quel triangolino che nel suo uso comune, macchè copre…, solo leggermente si appoggia sopra al monte di Venere, come la carezza impacciata di uomo quale potrebbe essere quella del vicino di casa, che dal suo punto di osservazione  contempla lo sventolare di quei due pezzetti  di stoffa appesi ad un filo, come se beffardi gli sorridessero e con gridolini e risatine lo invitassero a rincorrerli per gioco.

Anche il reggiseno è appeso lì accanto, ma quello non suscita nel vicino troppo interesse, i seni della dirimpettaia lui lì ha già visti, li vede spesso perché lei spesso si affaccia senza niente, per  prendere il sole in terrazza.

Ma sono i laccetti di quelle mutandine a trattenerlo in adorazione,  quasi prendono una vita propria e sembrano volersi divincolare dal filo.

Con lo sguardo fisso a  quei nastri che il vento fa muovere maliziosamente, il vicino si figura i fianchi che ne vengono cinti, Il vento li agita in una danza che gli ricorda l’ancheggiare della vicina.

Ma ancora di più lo turba il filo che dietro separa il panorama agognato in due colli perfetti, quel filo che dietro si insinua in quella valle sconosciuta che lo fa fremere al solo pensiero.

Chiude gli occhi, con lo stesso desiderio: che almeno il vento non smetta di soffiare.

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categoria:così senza un perchè
martedì, 17 giugno 2008

Riprendo e concludo l’argomento della solidarietà femminile, non la faccio tanto lunga ma vorrei aggiungere le mie conclusioni anche grazie alla lettura dei vostri commenti.

L’ho presa seriamente ‘sta cosa, anche perché mi potrei definire una convertita, una redenta  da non molto tempo e come tutte le fedi riscoperte, anche questa ha un certo effetto illuminante nella mia nebbiosa sfera dei rapporti femminili.

Ho avuto la conferma che una delle caratteristiche naturali del fenomeno potrebbe essere quello del fattore età: forse dopo certi passaggi  più o meno obbligati della vita di ognuno, dopo il necessario tempo per fare riflessioni che a volte impiegano anni, accade di trovare persone con le quali si scopre di avere qualcosa in più del semplice feeling.

Perché non è affatto una scelta, è una casualità,  è un colpo di c..o,  è un fattore istintivo, che nasce spontaneamente e altrettanto naturalmente può morire.

Non è detto che sia per sempre, anzi, il suo valore è proprio legato alla assoluta libertà di scelte. Certo se finisce a graffi in faccia dubito dello spessore che aveva in precedenza….

Ma di solito questo tipo di rapporti dura per anni, a prescindere dalla possibilità o meno della frequentazione e, a parere mio, anche a prescindere dagli interessi in comune. L’unico interesse deve essere quello di mettersi nei panni dell’altra, senza pretese di superiorità, con comprensione.

Tutto questo mio pontificare non deve però essere inteso come una mia grande dote di nobile magnanimità, una generosa predisposizione a dispensare abbracci e spalle sulle quali piangere… Niente affatto! Conservo, senza timore di dirlo, quel sano istinto di conservazione che mi fa annusare il prossimo, proprio con animalesca diffidenza, quell’osservazione a distanza di sicurezza per cercare di studiare le sfumature delle  altre senza neanche svelarmi più di tanto. Però non mi trattengo dal cercare di comprendere chi mi sta intorno, dopodiché faccio le mie scelte, arriccio il naso, stilo anche giudizi! ma se lo sento possibile, distendo la fronte e sono solidale.

 

 

 

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categoria:destino
lunedì, 16 giugno 2008

La dolcissima Ada del blog http://chenestatodivalentino.splinder.com/ mi ha incatenata...
ma, al contrario di quello che lei pensa, non mi ha affatto disturbata anzi, come ho avuto già modo di dire ad un giallo compagno di merende qui su splinder, lo trovo personalmente uno spunto per fare ordine tra le idee: Tendendo essenzialemente alla sconclusionatezza, al disordine, al motto "lo metto a posto dopo"  è un momento per approfittare e dare un ordine alle cose, alle idee,  è un pò come fare pulizia in casa perchè viene qualcuno a trovarti, altrimenti lasci tutto all'aria...

Subito dopo mi è salita l'ansia perchè non sapevo cosa scegliere e con quale metodo fare la scelta, allora ho deciso che mi sarei affidata ai ricordi, ognuno di questi libri e di questi film è legato ad un momento particolare, ad un'emozione vissuta, ad un periodo della mia vita... non è lo spessore letterario che li contraddistingue ma il valore che hanno avuto in alcuni spazi della mia vita:

LIBRI

Insostenibile leggerezza dell'essere - Milan Kundera  (perchè tanti anni fa è stato il primo libro che ha segnato la mia nuova vita da lettrice)

Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi       (nel pieno della mia passione per il Portogallo)

La casa degli spiriti - Isabel Allende        (accadde tutto in un'estate)

Facciamo in gioco - Emmanuel Carrere (dovete leggerlo, capirete)

Un filo di fumo - Andrea Camilleri             (di maggio in Sicilia)

FILM

Ovo sodo                             (perchè quando l'amore se ne va  ti affezioni anche ad un film)

Ultimo tango a Parigi        (desiderio inconfessato...)

Scent of a woman             (quello con Al Pacino -  quando un uomo ricorda un altro uomo)

Pane e tulipani                  (anche a me come la protagonista... piacerebbe avere il coraggio di cambiare)

E poi per finire... tutti quei film in bianco e nero degli anni '50 '60 specialmente quelli con Alberto Sordi, perchè erano alcuni dei pochi piaceri che riuscivo a condividere con mio padre...

Ora dovrei girare la catena ad altri 5 blogger? Temo ritorsioni, ma lo faccio lo stesso, poi ognuno è libero....

Chebruttagente   http://chebruttagente.splinder.com/
Silice                     http://silice.splinder.com/
Onlyman              http://amolavitaliberodiscriver.splinder.com/
Pesse                   http://unaltrosognatore.splinder.com/ 
isidelagreca       
http://scarlettohara.splinder.com/

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giovedì, 12 giugno 2008

(sottotitolo: solidarietà femminile, è possibile?)

2006062000 Compassion

Certo che nell’ultimo post l’ho buttata sul ridere, mi sono divertita.

Ma vi assicuro che non c’è niente da ridere a pensarci bene, gli eventi sono stati più seri di come io ve li ho presentati.

Ed è triste pensare che queste cose sono amaramente proprie del sesso femminile. Sarà che c’abbiamo l’istinto animalesco di protezione dei cuccioli, di preservazione del branco, di difesa del territorio, ma sta di fatto che tra gli animali le femmine aggrediscono per necessità, invece nella sfera civile e civilizzata aggrediscono per cattiveria, per malizia, oppure per invidia e comunque è quasi sempre un atto inutile  e gratuito,  che il più delle volte porta ad uno sterile stato  di acredine.

 

Eppure io ne sono convinta. Io sono fermamente convinta che la solidarietà femminile esiste.

Questa convinzione è così radicata in me che mi riesce anche difficile rendere chiare le motivazioni a sostegno della mia tesi.

 

Certo non ci si nasce con la disposizione d’animo verso gli altri in genere e verso le persone del proprio sesso in particolar modo. Secondo me è una capacità che si affina con l’età e si acquisisce involontariamente passando attraverso le vicissitudini della propria vita. All’inizio è un processo inconscio ma poi, per potersi sviluppare,  deve necessariamente subentrare una consapevolezza,   una volontà ad avvicinarsi tra donne senza drizzare il pelo sulla schiena, riuscendo a mantenere la pienezza di sé e allo stesso tempo essere capace di ascoltare chi ti sta davanti senza prevaricare e farsi sopraffare.

La parola che meglio definisce  questa sensazione è “empatia” questo è uno stralcio della definizione fornita da Wikipedia:…. Nell'uso comune, è l'attitudine ad essere completamente disponibile per un'altra persona, mettendo da parte le nostre preoccupazioni e i nostri pensieri personali, pronti ad offrire la nostra piena attenzione. Si tratta di offrire una relazione di qualità basata sull'ascolto non valutativo, dove ci concentriamo sulla comprensione dei sentimenti e bisogni fondamentali dell'altro…..

In un altro ne ho trovato ancora un’altra che mi aiuta a spiegare meglio il mio concetto: L'empatia è la capacità di mettersi nei panni degli altri e condividerne gli stati d'animo.

Io farei, se mi è concesso una piccola aggiunta: il sentimento di empatia lascia libere entrambi le parti, cioè le unisce in un medesimo sentire ma non le lega nel classico gioco delle dipendenze affettive.

Perché questo è l’errore che molte donne commettono nei confronti di sé stesse, quello di legarsi in una maniera che poi sviluppa un rapporto di dipendenza, impari  che conduce inevitabilmente, prima o poi al conflitto.

Dal lato opposto esiste il problema dell’ignobile indifferenza delle donne verso le altre donne, con tutta una serie di varianti più o meno intenzionalmente bastarde dentro…

Sono convinta che l’empatia sia uno degli ingredienti essenziali per un rapporto sereno tra donne. Nella mia personale ricetta io ho aggiunto la componente “bagnoschiuma”: forse sarà ormai dimenticata la pubblicità di diversi anni fa, quando non mi ricordo chi, usando un deodorante o un bagno schiuma, diceva “quando sto bene con me stesso, sto bene con gli altri” o qualcosa di simile. Ma comunque il concetto è quello.

Sono convinta che se si raggiunge una certa accettazione di noi stessi, per come siamo, consapevolezza (oddio la uso a sproposito?)  di quello che è il nostro valore, dei nostri pregi e difetti, dopo tutto questo è possibile rivolgere lo sguardo agli altri riuscendo a vedere, a capire chi ci sta di fronte, che volendo diventa anche una garanzia perché si riesce a stabilire anche chi decisamente ci sta sul cavolo e si decide a chi aprire la porta dell’empatia, senza falsi buonismi o inutili leccate di fondoschiena...

Solo per il puro piacere dello scambio di sensazioni, dell'ascolto disinteressato, della comprensione senza tariffa, di una parola sincera.

Adesso ho fatto tutta teoria e non è neanche la mia materia preferita, ma di esempi ne avrei eccome nella vita di tutti i giorni e (mi prendo la libertà di dirlo)  anche qui su splinder.

 

postato da: iovolevo alle ore 01:34 | Permalink | commenti (10)
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